lunedì 27 gennaio 2014

Compito in classe

A metà della settimana scorsa mio figlio Leonardo torna da scuola con una novità: "Mamma, per lunedì DEVI farmi i baci di dama! Stiamo studiando le regioni del nord e DOBBIAMO portare un piatto tipico."
Dopo un serrato interrogatorio scopro che il compito non era obbligatorio, come immaginavo, e che si poteva scegliere una qualsiasi delle regioni del nord (il Veneto no, che magari sono più pratica, eh?). Ma il mio rampollo, forte del fatto che è da tempo che mi chiede di preparargli i famosi dolcetti e che, per una ragione o per l'altra sono sempre riuscita a rimandare, si è offerto di portare per l'appunto il dolcetto della discordia.
Si perchè la mia remora nell'affrontare l'ardua impresa deriva dal fatto che, in gioventù vidi mia madre fallire miseramente in quanto in forno i miseri si erano spatasciati ed uniti in un'unico ammasso da cui riuscì a ricavare degli abbozzi quadrangolari che farcì comunque e che furono in ogni caso divorati perchè piuttosto buoni.
Ordunque, mi sono messa di buona lena ed ho carpito la ricetta a mia cugina, a cui riescono sempre perfetti:
Ingredienti:
Pari peso di: nocciole, farina, zucchero semolato e burro freddo.
In teoria bisognerebbe tritare le nocciole con poco zucchero fino a farne farina, ma avendo seppellito il vecchio robot, ho acquistato della farina di nocciole in confezione da 250gr ed ho pesato di conseguenza gli altri ingredienti.
Per la stessa teoria di prima con il robot l'impasto si potrebbe ottenere in un battibaleno, ma io ho dovuto arrangiarmi a mano, aiutandomi all'inizio con un coltello per non scaldare troppo il burro. 
A questo punto è d'obbligo il riposo di un'oretta in frigo, ma l'arguzia dell'esperta cugina mi salva di nuovo. Mi suggerisce infatti di mettere in frigo l'impasto già steso fra due fogli di carta da forno all'altezza di 1-1.5 cm.
Dopodichè l'impasto si taglia in quadretti (e qui era quasi tornato l'incubo dello spatascio) di un paio di cm, in modo da avere le palline tutte delle stessa misura. Genialata!
 
Formo le pallette, le dispongo già sulle teglie cartafornate che riporgo in freezer una mezzoretta.
 

 
Accendo il forno a 180° e intanto estraggo le teglie perchè lo sbalzo termico non sia esagerato. Inforno per 20-22 minuti et voilà: Semisfere perfette!!! Spatascio scongiurato! Sommo gaudio!!!
 
Una volta raffreddate, le ho farcite con cioccolato gianduia sciolto e accoppiate.


 
Il rampollo è rimasto soddisfatto: durante il tempo di indurimento del cioccolato ne sono spariti almeno quattro, per colpa del sangue del mio sangue.
Ed oggi 3 maestre su 3 gli hanno chiesto la ricetta.
     


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